IL PERSONAGGIO

Di casa a Campiglio il baby portiere che ha "stregato" Ronaldo & co.

Stefano Turati è figlio di Roberta Bonapace, maestra di sci che ha gestito con il fratello Egidio lo storico rifugio Graffer (foto Ansa)

CAMPIGLIO. E' di casa a Campiglio Stefano Turati, il baby portiere del Sassuolo che ha chiuso come una saracinesca la porta della sua squadra diventando il protagonista dello spettacolare pareggio contro la Juventus di ieri. Mamma Roberta infatti è campigliana doc (poi trasferitasi a Milano), faceva la mestra di sci e con il fratello Egidio ha gestito lo storico rifugio Graffer.

Nato nelle giovanili dell'Inter, storica rivale dei bianconeri, un passaggio in serie C nel Renate, l'estremo difensore degli emiliani è da due stagioni titolare nella Primavera del Sassuolo. «Sono in bolla, è stata una emozione incredibile», ha commentato alla fine di una partita pazza, come quella che il suo allenatore De Zerbi gli aveva chiesto di fare.

«La parata più difficile Quella su Ronaldo», un volo sulla destra a negare la gioia del gol su punizione al portoghese, che lo ha battuto soltanto su rigore. Un intervento da portiere nato, come quelli su Dybala, Emre Can e ancora Ronaldo. E a fine partita arrivano anche i complimenti del ben più blasonato avversario. «

Buffon mi ha detto 'bravissimo', è stato un onore giocare contro di lui, l'idolo di tutti i bambini. Anche io, quando ero ragazzo, lo guardavo». Chissà se avrebbe mai immaginato di esordire in serie A proprio contro di lui, già 160 presenze nella massima serie quando, il 5 settembre 2001, veniva al mondo. «Non so cosa dire, troppe emozioni, sono sconvolto» si è limitato a dire prima di sparire negli spogliatoi, abbracciato da tutta la squadra, che gli ha fatto i complimenti. «La prima cosa che farò? Vado a chiamare la mamma...», ha risposto con la freschezza dei suoi 18 anni e due mesi.