IL FATTO

Baby gang a Bolzano. Picchiato dai coetanei, rischia un occhio

L’aggressione, senza motivo, è avvenuta martedì sera verso le 21.30 in piazza Adriano. Il ragazzo dovrà curarsi per 3 mesi (nella foto Mino Guerra con la famiglia)

BOLZANO. Un’ aggressione, quella andata in scena martedì sera (28 agosto) verso le 21.35 all'incrocio tra via Roma e via Druso, dai contorni ancora poco chiari. Coinvolti almeno tre minorenni, due dei quali molto noti alle forze dell'ordine. A raccontare la vicenda, Mino Guerra, pugliese da ventidue anni a Bolzano e da nove gestore della Pizzeria «da Mino»in via Fago.

«Era sera, ormai buio, mio figlio Samuel, uno studente sedicenne, assieme alla figlia della mia compagna – spiega Guerra - si trovava nei pressi del parco davanti all’ufficio postale di piazza Adriano, quando è stato brutalmente attaccato da due ragazzi, senza che lui avesse fatto nulla».

Secondo il racconto del padre, il ragazzo si era momentaneamente staccato da un gruppo di amici ed era chinato, intento a gonfiare una ruota della sua bici. Improvvisamente altri due giovanissimi si sono avvicinati, rimproverandogli di averli guardati in malo modo. Il ragazzo avrebbe negato qualsiasi tipo di attenzione verso i due soggetti i quali, per tutta risposta, proprio per via di quel pretesto, avrebbero iniziato ad insultare il giovane, schiaffeggiandolo. A questa prima aggressione, sarebbe seguito un pugno in un occhio e, una volta a terra per il colpo subito, il secondo complice avrebbe dato un violento calcio al petto del malcapitato, sfiorandogli di poco il volto.

«Sono ragazzi minorenni che conosco bene, per nome e cognome, e sono anche molto noti alle forze dell'ordine», ha spiegato Mino, il quale ha chiamato la Polizia che prontamente è giunta sul posto.

Al momento, il ragazzo si trova ricoverato all'ospedale di Bolzano, dove deve subire un intervento chirurgico, spiega ancora il padre, per via di un danno provocato all'apparato di umidificazione dell'occhio. «I dottori hanno detto che se andrà tutto bene, per due o tre mesi mio figlio dovrà portare un tubicino nell'occhio, con tutto quello che questa situazione comporta per un ragazzo che da qui a pochi giorni ricomincerà il suo percorso scolastico».

A quanto pare i responsabili sono già noti per precedenti episodi di violenza. Proprio per questo l’autorità giudiziaria potrebbe decidere provvedimenti di natura cautelare per evitare che le condotte violente possano ripetersi. Scontata la querela per lesioni personali da parte dei genitori della vittima.