Ascensore ciclabile Mesiano 1.240 firme per sostenerlo 

La petizione. Sono state consegnate ieri dai promotori dell’iniziativa all’amministrazione: «Ogni giorno l’università porta in collina 4 mila persone e non ci sono trasporti adeguati»

di Fabio Peterlongo

Trento. Ascensore "ciclabile" Trento-Mesiano, consegnate al presidente del Consiglio comunale Salvatore Panetta le 1240 firme a sostegno del progetto. La petizione "Pedalando verso Mesiano" ha raccolto il sostegno di studenti universitari, docenti e residenti e propone la costruzione di un ascensore obliquo che dal Liceo Galilei salga fino alla nuova biblioteca di Mesiano, potendo trasportare anche le biciclette, sul modello della Funicolare di Verona, con un costo ipotizzato tra i 3 e i 4 milioni di euro. Si chiede inoltre di finanziare il completamento del percorso ciclopedonale tra via Grazioli e viale Trieste. Portavoce del comitato spontaneo è il giovane ingegnere ambientale Alberto Venuto, che ha sottolineato come l'attuale configurazione del trasporto pubblico verso la collina sia insostenibile: «La linea 5 è sovraffollata, spesso gli studenti devono rinunciare a salire sul bus e nelle giornate calde ci sono svenimenti a bordo. Ci sono 4000 persone tra studenti e personale, oltre ai residenti, che gravitano attorno a Povo e Mesiano, che sono costretti a ricorrere a mezzi privati, con una situazione del traffico molto spesso critica».

La proposta del comitato è stata accolta dal presidente Panetta e dal consigliere comunale Emanuele Lombardo (Pd), presidente della commissione urbanistica, che senza sbilanciarsi hanno mostrato di apprezzare il contributo. Lombardo ha professato realismo: «Sul finire della legislatura, non è possibile prendere impegni così importanti, sarebbe scorretto verso chi verrà dopo di noi. Si tratta di un'opera costosa che dovrà tenere conto delle ristrettezze del bilancio. Ma ci impegniamo a studiarne la fattibilità in vista della revisione del Piano urbano per la mobilità prevista nelle prossime settimane». Panetta ha elogiato l'impegno dei cittadini: «Sono studenti e residenti che hanno a cuore la cosa pubblica, mi impegno a sollecitare la Giunta e il Consiglio a valutare la loro proposta». Panetta ha ammesso come la politica cittadina si sia mossa in ritardo: «Avremmo dovuto discuterne prima. L'università in collina è cresciuta a dismisura e fin dalla sua fondazione non ci si è posti il problema di come predisporre adeguati sistemi di trasporto». Massimo Pegoretti, del direttivo Fiab che ha sostenuto la raccolta firme, ha apprezzato la disponibilità del Consiglio: «Sappiamo che il tema verrà affrontato durante la revisione del Piano della mobilità. Al di là delle soluzioni tecniche, con la consegna di queste firme abbiamo voluto mostrare come esista un sostegno popolare verso questi interventi».