Altre due frane precipitano dal Brione 

Una scarica di massi ha raggiunto le coltivazioni, l’altra si è avvicinata alla statale. Betta: «Lottiamo contro il tempo»

di Leonardo Omezzolli

ARCO. Torna l’insicurezza per gli abitanti di Linfano che nella notte tra giovedì e venerdì e nei giorni precedenti sono stati testimoni di una serie di scariche di massi di varie dimensioni che dalla sommità della parete orientale del Brione sono precipitati fino al fondovalle, lambendo orti, stradine di campagna e la strada principale. La scarica più grossa è arrivata nella serata di giovedì, quando parecchi massi sono caduti nella parte più a sud della parete arcense, quella dal profilo più verticale e che proprio per questa conformazione non è nemmeno interessata dalla realizzazione del vallo tomo, ma alle cui pendici vi sono diverse coltivazioni di olivi e orti. Altri cedimenti, in numero minore di massi, ma di dimensioni più consistenti e pari a quelle di una carriola, sono avvenute durante le continue ultime piogge nei giorni antecedenti la scarica di giovedì.

Questa volta è la zona settentrionale del Brione a non reggere all’azione disgregatrice delle precipitazioni piovose, con due massi che, staccatisi dal versante, sono ruzzolati al suolo sorpassando una stradina interpoderale, che dal Cretaccio porta al Linfano, per poi fermare la loro corsa a un centinaio di metri dalla strada statale. Lo ha annunciato il primo cittadino Alessandro Betta dopo aver ultimato, nella giornata di venerdì, un nuovo puntuale controllo di tutto il versante franoso. «Ci sono state diverse scariche nel corso dell’ultima settimana - ha annunciato Betta -. Le dimensioni dei massi sono significative sebbene ben lontane da quelle maggiormente importanti e che hanno dato avvio alla procedura per la realizzazione del vallo tomo. L’ultima scarica - continua Betta - è in una zona non interessata del vallo tomo in quanto i sassi che lì si staccano cadono perpendicolarmente a valle e non c’è lo spazio fisico per intercettarli. Al di sotto vi sono però coltivazioni di varia natura e siamo stati costretti con i vigili del fuoco a informare i proprietari dell’alta pericolosità, chiedendo loro di evitare di frequentare i propri appezzamenti». Il sindaco ha ricordato che tutto il versante in suolo arcense è un sorvegliato speciale. «La nostra credibilità - sottolinea Betta in riferimento a chi in questi anni si è messo di traverso al progetto del vallo tomo - si fonda sul fatto che quello che abbiamo detto è la verità. Ad ogni evento piovoso cadono sassi. La roccia è ammalorata e questo dimostra la bontà di quanto da noi detto finora. A fronte del fatto che tutti dicono la loro - ha poi concluso il primo cittadino - l’amministrazione sta facendo esattamente quello che deve fare. Questa montagna continuerà a perdere massi e prima o poi ci sarà un’altra grande frana o un altro grande distacco». Per Betta la speranza è quella di ultimare il vallo tomo prima che questo evento possa accadere.