Illuminazione pubblica, «rivoluzione» a Dro 

Approvata la convenzione Servizio luce 3. Fravezzi: «Potenzieremo il servizio risparmiando soldi»



DRO. Approvata, nel Consiglio comunale martedì sera, la nuova convenzione “Servizio luce 3”, che garantirà, stando alle parole dell’amministrazione, «notevoli risparmi ed un importante ammodernamento per l’illuminazione pubblica». Bocciate, invece, le due mozioni dei 5 Stelle, riguardanti la Banca della Terra e l’istituzione di un mobility manager che sovraintenda al traporto pubblico locale.

«La nuova convenzione per l’energia elettrica di Consip, affidata al Consorzio stabile energie locali, ci consentirà di mantenere il servizio senza ridurne le prestazioni, ma addirittura migliorandole, e tagliando allo stesso tempo le spese» - ha spiegato il sindaco, Vittorio Fravezzi. «L’offerta, che ci impegnerà per i prossimi nove anni, ci garantisce infatti di ottenere non soltanto la fornitura dell’energia, ma anche la manutenzione ordinaria degli impianti, nonché un notevole efficientamento» - ha aggiunto. Dando concretezza alle operazioni di ammodernamento previste dal Pric (Piano regolatore per l’illuminazione pubblica), sarà pertanto possibile, ha proseguito il primo cittadino, «riqualificare e mettere in sicurezza gli impianti esistenti nelle diverse frazioni, che equivalgono a circa 1100 punti luce, partendo da quelli più vetusti, così da ottenere un sistema migliore sotto ogni punto di vista: saranno diminuiti gli oneri finanziari, in quanto sarà garantito un risparmio del 40-50% sulle spese attuali (pari a 106 mila euro nel 2016), mentre al contempo ci saranno riduzioni sull’impatto ambientale e più efficienti prestazioni in termini illuminotecnici e di affidabilità». Una serie di aspetti, quelli elencati, che ha convinto quasi l’intero Consiglio, che ha dunque approvato la convenzione, fatta eccezione per i rappresentanti del M5S, contrari all’assenza di proposte concorrenziali e timorosi di fronte ad un vincolo lungo quasi un decennio.

Nascevano proprio tra le fila dei 5 Stelle, invece, le due ulteriori mozioni discusse in aula, entrambe respinte. La prima, riguardante l’istituzione della Banca della Terra, l’inventario delle aree agricole abbandonate o incolte e la loro riassegnazione già attivo in altri comuni dell’Alto Garda, si è arenata nei timori, espressi dal consigliere della Lega, Fiorenzo Trenti, e poi ribaditi anche dalle altre parti politiche, «di favorire così non il lavoro giovanile, ma il latifondismo». Bocciata, allo stesso modo, l’istituzione di una figura, quella del mobility manager che analizzasse i reali utilizzi del trasporto pubblico locale e formulasse nuove proposte. «È un ruolo che non ha senso in aziende al di sotto dei 300 dipendenti» - ha detto il vicesindaco, Michela Calzà - «e soprattutto non ora che le discussioni al tavolo di lavoro sul Piano Stralcio della Mobilità della Comunità di Valle sono in corso d’opera». (k.d.e.)













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