Nomine, poltrone e pensionati: se la legge è una farsa

Rossi e Mellarini Ci sono volte in cui il potere e la sua gestione fanno dimenticare il senso del limite e anche del ridicolo.  È il caso della nomina a presidente del Centro Santa Chiara di Ivo Gabrielli avvenuta meno di un mese fa con coda di polemiche in seno alla stessa maggioranza. Che cosa si contestava allora? Non certo la figura di Gabrielli, presidente uscente e senz'altro competente, che ha saputo traghettare il Centro attraverso un periodo di burrasca, tra risorse in calo e inchieste penali. Il problema è che Gabrielli è un pensionato e come tale una norma nazionale (che il Trentino doveva recepire) ne impediva la nomina in un ente strumentale della Provincia. A chi rimproverava il mancato adeguamento a questa norma di buon senso, l'assessore alla cultura Tiziano Mellarini aveva risposto (alla Commissione che aveva bocciato il nome di Gabrielli e ai giornalisti che ne chiedevano conto) che il Trentino non deve recepire proprio nulla, che in tema di nomine noi siamo autonomi e che - insomma - basta soffermarsi su queste sottigliezze da legulei. «Quella legge da noi non esiste e quindi Gabrielli ha tutti i requisiti oltre ad avere svolto il proprio mandato in modo eccellente» - aveva tagliato corto il responsabile trentino della cultura.



Strano, perché proprio in quei giorni i funzionari della Provincia stavano recependo esattamente la norma snobbata dall'assessore, diventata poi l'articolo 30 comma 4 della legge di bilancio. Per capirci, prima la giunta nomina un pensionato a capo dell'ente culturale più importante del Trentino e tre settimane più tardi si “auto-disciplina” introducendo proprio il divieto di assegnare incarichi o poltrone ai giubilati. Un vero capolavoro.

Schizofrenia? Ignoranza dei propri stessi provvedimenti?Verrebbe da pensarlo se non fosse che in questa storia si respira a pieni polmoni lo sgradevole odore della presa per i fondelli. Della farsa. La realtà è che Gabrielli andava nominato. Punto. E poco importa che nel frattempo la Provincia stesse mettendo in finanziaria una norma che, se applicata allora, avrebbe “fatto fuori” proprio Gabrielli. Insomma, l'odore (Profumo?, per citare il direttore Faustini di qualche giorno fa) è simile a quello che spesso ammorba molte nomine provinciali: dal pastrocchio, appunto, di Profumo a Fbk, scelto a “urne” ancora aperte fino alla moltiplicazione delle poltrone per fare posto al fedelissimo di Rossi, Andrea Berti, dentro la Fem. Tutto il contrario di quello che suggerirebbe il buon senso: prima scegli dove vuoi andare e poi decidi con quale mezzo. Ma forse in Provincia pensano che con una buona auto si possa arrivare ovunque. Anche sulla luna.













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