Aquila Basket, è la somma che fa il totale

Un po’ è anche colpa nostra: troppa esaltazione dopo le tre vittorie consecutive, quando arrivammo a far dire a Diego Flaccadori «siamo da semifinale»; troppa depressione dopo queste quattro sconfitte. Certo, le statistiche dell’Aquila Basket di questo ultimo, disgraziato mesetto sono da retrocessione o quasi, ma in questi casi, più che i fondamentali della pallacanestro, è bene tenere a mente Mark Twain, quando diceva che ci sono tre tipi di menzogne: «le bugie, le bugie sfrontate e le statistiche».

A colpire, in casa bianconera, non sono tanto i numeri, quanto le sensazioni: l’impressione che Maurizio Buscaglia e i suoi ragazzi siano alle prese con una matassa che non riescono assolutamente a sbrogliare. Di più: che la matassa si faccia ogni domenica più ingarbugliata. Il tecnico umbro ne fa una questione di energia e concentrazione, senza gettare la croce su nessuno in particolare; più esplicito è stato nei giorni scorsi il general manager bianconero Salvatore Trainotti, che ha parlato sibillinamente di problema tecnico, addossando almeno in parte la responsabilità allo stesso Buscaglia e difendendo il valore della squadra.

Sinceramente, al di là delle verità (o delle bugie) dei numeri di cui sopra, non crediamo che gli stranieri ingaggiati l’estate scorsa da Trainotti siano tanto peggio di quelli portati a Trento alla vigilia delle due precedenti stagioni nel massimo campionato. Forse non ci sono un Julian Wright, un Josh Owens e nemmeno il miglior Tony Mitchell (ma solo il migliore), ma la nostra idea è che a mancare, più di ogni altro, non sia uno straniero, bensì l’italianissimo Davide Pascolo, l’ancora di salvezza alla quale lo stesso Buscaglia s’aggrappava quando le acque del massimo campionato (e dell’Eurocup) si facevano più impetuose. Tornando a parlare di numeri, sia indicativa una somma, quella degli ingaggi di Dada all’Olimpia Milano e di JuJu al Trabzonspor: è pari al monte-stipendi 2016/2017 dell’Aquila Basket.

Pascolo e Wright non ci sono più, ma non deprimiamoci: la Dolomiti Energia non sarà da semifinali, forse mancherà la qualificazione alla final four di Coppa Italia, ma ha ancora le carte in regola per centrare il vero obiettivo stagionale, vale a dire i playoff.